Di e con: Greta Belometti e Giovanna Chiara Pasini
Aiuto regia: Mariano Belmonte e Luna Caimi
Oggetti di scena: Giuseppe Ferrise
Supervisione artistica: Pierpaolo Bonaccurso
Produzione: compagnia_teatrop
Durata: 50 minuti
Età: infanzia, primaria e famiglie
In mezzo a rottami e lavatrici arrugginite,
Tra bucce liquami e materassi abbandonati,
Bottiglie cocci e le sporcizie degli altri,
Magari poter migrare come gli uccelli.
In una città più bella più pulita,
Dove il sole nasce presto e allegro,
Dove tutti sono i benvenuti,
Magari poter migrare gli uccelli.
Trama dello spettacolo
La vicenda si svolge all’interno di un’area di stoccaggio della carta. Le protagoniste sono due operatrici ecologiche dalle attitudini opposte.
La prima è una sognatrice, spesso intenta a recuperare e assemblare oggetti di scarto per comporre forme e invenzioni visive. La seconda ha un
approccio più professionale e pragmatico, è concentrata sui suoi compiti ma dopo un po’ di resistenze finisce sempre col cedere alle sollecitazioni
dell’altra, lasciandosi prendere dalla narrazione. Il racconto dell’amicizia tra la statua del Principe Felice e la Rondine nasce
delicato come una melodia, tra oggetti differenziati nel modo sbagliato e rifiuti da smaltire. È ispirato proprio da rimasugli di carta e cartone: gli stessi
materiali che compongono una scenografia essenziale pronta ad essere trasformata all’incalzare della narrazione.
Tecnica
Teatro di narrazione: le attrici raccontano, cantano e giocano al teatro di figura utilizzando elementi semplici come la carta.
Temi
Amicizia, generosità, importanza delle proprie scelte, ecologia
Funzione pedagogica
Il gioco scenico si costruisce sotto gli occhi degli spettatori e spettatrici, che assistono al crescente coinvolgimento delle protagoniste in una storia che
scoprono riguardare anche loro. Lo spettacolo esplora anche grazie al canto il profondo legame tra la statua e l’uccellino, rinsaldato da gesti di generosità
e avventure in cui conoscono e aiutano gli abitanti bisognosi della città. Il principe scopre che sa guardare più in là del proprio naso e del muro di
cinta del suo bel giardino; la rondine impara a volare mossa non soltanto dalla necessità del viaggio ma anche dalla scelta di un progetto comune,
avendo trovato per la prima volta un amico col quale condividere un sogno e provare a trasformare il reale.
La forza della storia, tra momenti giocosi e scene più riflessive, porterà le netturbine a vivere appieno il tragico e poetico epilogo della rondine e del
principe; torneranno a casa con una nuova consapevolezza: anche il loro contributo conta.
Ciao ciao, io voglio stare
L’Egitto mi può anche aspettare
In questo posto c’è tanto da fare
Qui fa molto freddo ma il mio cuore è caldo.


