Di e con: Giovanna Chiara Pasini
Collaborazione artistica e tecnica: Francesco Rizzo
Composizioni sonore: Bassoprofilo
Durata: 50 minuti
Co-produzione: Compagnia Teatrop e Teatro Rossosimona
35 è uno studio sul naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023. Circa cento persone (non è possibile stabilirne il numero esatto) hanno perso la vita a pochi metri dalla riva, quando la salvezza sembrava a portata di mano. I primi soccorsi sono arrivati dalla gente del posto, nonostante la barca fosse già stata avvistata da tempo.
E’ la soggettiva di una donna che prende parte alla manifestazione di sostegno ai sopravvissuti – e denuncia delle politiche migratorie italiane ed europee – che c’è a Steccato di Cutro 13 giorni dopo il naufragio. Su questo racconto si innestano scene legate ai risvolti più paradossali di questo tipo di tragedie, momenti di cronaca, le dichiarazioni del ministro di turno che ha facoltà di parola su cosa è giusto e cosa è sbagliato, gli sos, intervallati da pubblicità di giocattoli anni ’90 simili a quelli che verranno trovati in mezzo ai relitti del naufragio detto ’dei bambini’: le vittime erano per un terzo minorenni.
Come rifuggire una narrazione pietistica o che strumentalizza le storie di chi ha fatto il viaggio? Il lavoro nasce insieme a queste domande, passando attraverso documenti e interviste, e vi intreccia una ricerca sui linguaggi nel tentativo di aderire meno possibile alla narrazione canonica sulla questione migratoria. Il processo è adesso alla seconda fase di prova delle tre previste, per ognuna sono stati/verranno realizzati dei momenti di incontro col pubblico.
Si arriverà a una sovrapposizione temporale tra il giorno del naufragio, che non è un evento isolato, e il giorno della manifestazione, del lutto collettivo; un avvicinamento che parla di distanze incolmabili come elementi oggettivi: le poche decine di metri dalla riva, le diversità anche linguistiche, il crepaccio profondo a separare i corpi loro dai corpi nostri, pur solidali.













