Il Pifferaio Magico

Il Pifferaio Magico

Regia: Piero Bonaccurso

Con: Pierpaolo Bonaccurso, Greta Belometti, Fabio Tropea

Musica dal vivo: Fabio Tropea

Sand art: Greta Belometti

Età consigliata: dai 5 anni in su, adatto per le famiglie

Durata: 55 minuti.

C’era una volta un pifferaio… e l’Isola che non c’è!

Trama e temi dello spettacolo

È la storia in rima della città di Hamelin vessata e intimorita dall’invasione dei topi. A salvarla è un piccolo uomo, un pifferaio, che con la magia della sua musica riesce ad allontanare i piccoli roditori. Quando, però, i cittadini non rispettano gli accordi presi, il pifferaio pensa bene di portare con sé tutti i bimbi della città. La famosa favola di Hamelin finisce così. Noi, invece, abbiamo immaginato il magico pifferaio condurre i bimbi in un’isola fantastica e molto conosciuta: l’Isola che non c’è.

Tecnica

Il racconto prende vita dall’unione di parola, musica e disegno: le tre metodologie narrative adottate.

Il testo è stato scritto in rima con l’intento di giocare con la lingua italiana e con la sua musicalità. Si tratta di un’opera di riscrittura nata anche dal confronto con le scuole e da una nuova interpretazione dei testi originali della favola.

La musica è inedita, eseguita dal vivo da un musicista e attore con strumenti a percussione, fiati e un vibrafono. I disegni sono eseguiti con la innovativa tecnica della sand art. L’arte di manipolare e trasformare la sabbia in figure. Queste vengono realizzate disegnando su un piano luminoso, per poi essere proiettate su un grande schermo. I disegni di sabbia appaiono, scompaiono e si trasformano al ritmo della musica e al suono delle parole.

Funzione pedagogica

Le avventure della città di Hamelin insegnano ai bambini che è molto importante rispettare i patti e non agire solo per interesse personale. Un racconto costruito da metafore che alludono a determinati ideali e riproducono modelli di comportamento. I topi riflettono l’immagine di una città un po’ ammalata, sporca e inquinata. Il pifferaio, figura misteriosa, rappresenta colui che potrebbe portare di nuovo l’ordine in città. Lo spettacolo performativo stimola i ragazzi alla lettura e all’esercizio dell’immaginazione. La sand art contribuisce a introdurre un’educazione all’immagine e una visione estetica del racconto.

Lo spettacolo è stato rappresentato in molte città italiane: al Teatro Sociale di Como, “Sociale Famiglie”, al “Festival Nazionale del Teatro Ragazzi G. Calendoli” di Padova, al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, al Teatro Stimate di Verona, al Giardino del Museo Ridola di Matera, al Roots di Catania, e ancora ad Avezzano, Pordenone, Paulilatino e Bari.

Gallery

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