Orti della luna

Orti della luna

Di e con: Pierpaolo Bonaccurso, Greta Belometti, Fabio Tropea
Musiche dal vivo: Fabio Tropea
Disegni di sabbia: Greta Belometti
Tecnica: teatro d’attore, con l’utilizzo di maschere della tradizione balinese
Durata: 45 minuti.

Con improvviso e inaspettato avviso, ha inizio uno spettacolo che oltrepassa le consuetudini del tempo e dello spazio. Gli spettatori seguiranno un itinerario misterioso. Il pubblico è invitato al viaggio, con l’offerta di un fiore, che apre le porte della percezione. Le impressioni che si susseguono sono l’effetto dei lamenti e delle speranze di uomini e donne. Sensazioni che si legano alle paure e agli amori, che fluiscono dal nostro inconscio, e che poi si scontrano e s’incontrano con la realtà. La domanda che si ripete dalla notte dei tempi è: chi siamo? e dove andiamo?

La risposta è: un viaggio negli abissi della coscienza, dove lo spettatore svelerà, con la partecipazione, i segreti dell’io e dei popoli.

Un viaggio nel mondo che c’è, e che deve cambiare, e può realizzarsi con la scoperta del vero amore, che alleggerisce il tema del conflitto mondiale e spera in un mondo di pace. Il viaggio prevede più tappe, come un cammino tra i sensi e i luoghi da visitare e riscoprire; può collocarsi anche in uno spazio scenico tradizionale fisso.

I personaggi prendono vita dalle maschere della tradizione balinese, insieme ad una inedita contaminazione con l’occidente e i suoi saperi. Elemento coinvolgente, ed emotivo, è la musica dal vivo (vibrafono, didgeridoo,tamburi) che cadenza la ritmicità dei temi affrontati. Il racconto è poi accompagnato dai disegni di speranza e di vita, elaborati con la tecnica della SAND ART, vale a dire l’arte di manipolare e trasformare in figure animate la sabbia, con un particolare uso della luce, in accordo con la musica e il canto. Uno spettacolo che guarda alla luna, come se fosse la madre benigna di un mondo che può ancora diventare un giardino ricco di frutti e sogni.

Maschere della tradizione balinese

Nel 2013 incontriamo I Made Djimat, maestro di danze balinesi e Topeng. Lavoriamo con lui e andiamo in scena con “Bedahulu, il re dalla testa scambiata” dell’ensamble The Pirate Ship; compriamo alcune maschere di tradizione. Dal lavoro in sala emerge la volontà di far parlare queste maschere attraverso i nostri corpi con un linguaggio personalissimo e tutto italiano

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